Tempo di monadi

Sarà l'indigestione da socialità virtuale (non a livelli patologici) ma nel giro di pochi giorni mi sono cancellata da due web community dedicate all'arte. Di una in particolare ero assidua frequentatrice da circa dieci anni.
Da un po' di tempo in qua non avevo più voglia di rivedere e ripetere quelle formule trite e ritrite per contattarsi a prescindere dai reali interessi in comune. E poi tanti miei amici non c'erano più.
Mi sono cancellata dunque, ho "suicidato" il mio account da quei siti e - lo confesso - con un certo sollievo. Siccome ho sempre avuto la pretesa - non del tutto campata per aria - di essere una con le antenne dritte e percepire alcuni fenomeni con un certo anticipo, ritengo che a breve un sacco di gente ne avrà le tasche piene di forum, community, social network etc...
Probabilmente, se tanto mi dà tanto, i maschi torneranno presto al bar dello sport e le femmine a spettegolare dal parrucchiere. Non che questo sia un futuro per me auspicabile ma per come vanno le cose ultimamente sembra almeno uno dei mondi possibili.
Tra i tanti spunti che si possono trovare su quest blog, noto che quelli che raccolgono maggior numero di commenti sono a proposito di TV e dei personaggi che la popolano. Allora per non lasciare questi miei "fan" a bocca asciutta vi propinerò ancora qualche considerazione sui palinsesti presenti e futuri.
Per l'autunno si annunciano la nuova serie di Don Matteo - la settima per la precisione - e una nuova serie del "Medico in famiglia". Su "Butta la luna" non mi sono informata anche perché non ne ho mai vista una puntata, per fortuna.
Diciamo che 7 serie del prete investigatore sono davvero troppe e la trama gialla si è sempre più sbiadita nel tempo fino a perdere definitivamente i connotati, finiti i tempi di Insinna e della Miconi. Sinceramente non se ne può più di vedere il criminale che si redime col predicozzo finale dell'aitante sacerdote.
Su "Un medico in famiglia" ne ho lette delle belle a furia di anticipazioni su giornaletti vari trovati mentre ero in fila dal medico - quello vero. Lunetta Savino alias Cettina non ci sarà, causa impegni dell'attrice in teatro.
Tornerà Lele, interpretato da Giulio Scarpati, con sé porterà i due gemelli avuti dalla seconda moglie, intepretata all'epoca dalla Pandolfi la quale non parteciperà a questa edizione. La soluzione che hanno trovato è stata quella di farli divorziare e lasciare lei in Australia, chissà perché però i pupi se li accolla lui, e come può essere credibile il fatto che la mamma dei due decida di rimanere così lontana dai figli, potevano farla trasferire a Bolzano o a Taormina, mah?
Nonno Libero si trasferisce in un trullo, devo dedurre quindi che non sarà più così presente nella fiction o che si aprirà un altro fronte?
Ed eccoci alle dolenti note: Maria! Torna dall'Africa con bambino ma senza marito, quindi sarà più nevrotica che mai: madre di un neonato e zia di due gemelli. Tutto fa presumere che non sarà una fiction rilassante tra bambini frignanti e genitori in crisi.
Nel WEB invece ho letto che non ci sarà la terza serie di "Raccontami". Una volta tanto che da una serie TV c'è qualcosa da imparare, la tagliano. Mi auguro in un ripensamento dei vertici RAI. "Raccontami", sebbene ispirata a un analogo spagnolo, è realizzata molto bene, curata nei minimi dettagli per fornirci una cronistoria della nostra Italia negli anni '60, anni cruciali nel bene e nel male che ci hanno segnato tutti. Alla fine ci toccheranno gli sproloqui di Morgan a X-Factor, ormai completamente rintronato dal Fattore "F" che nulla ha a che vedere con la musica, piuttosto col veliname che gli gira intorno.
In risposta ai vaneggiamenti di Bossi, propongo anche io un inno italiano alternativo. Di questo tutti conosciamo le parole, ne sono certa.
Latito, latito...
Latito dal blog per noia o per stanchezza o forse perché sulla tastiera si crea un effetto a imbuto come quello del passante di Mestre.
Troppe cose da commentare o ribadire e una doccia fresca non basta per stemperare la calura anche se dicono che oggi arriverà un "nubifragio".
Oramai il giornalismo meteorologico si è fatto apocalittico e quindi dall'afa tropicale si passa direttamente al nubifragio quando un tempo avremmo usato dire: caldo estivo e pioggia al massimo temporale.
Quindi, in attesa di nuove catastrofi, tiriamoci su il morale con le cronachette di Ferragosto, io vado a mettere al riparo i gerani.