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ossimori e pirite

Serio o faceto per me pari sono. Croce o delizia. Eros o Thanatos. Bianco o nero. Oro o pirite, purché brillino... Ossìmoro o ossimòro. Dal greco antico oxùs, furbo e moros, stupido... In francese è idiot savant. Per i Greci erano puri e semplici errori di ragionamento. Per i medioevali divennero insolubilia, cioè problemi insolubili o dilemmi inspiegabili. Per i moderni sono antinomie (contro le regole) o, appunto, paradossi contro l'opinione corrente, cioè indizi di problemi del senso "comune"... Sono ossimori: Bomba/Intelligente Guerra/Civile Realtà/Virtuale

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Blogger: koshka
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Una post-filologa narrante. Una fotografa che usa anche le parole. Una scrittrice che usa anche le immagini. Una amante delle cose inutili ma belle... e nonostante tutto, ho ancora una buona cera

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domenica, maggio 04

Per favore non facciamo gli indiani

Soleggiato inizio maggio dedicato alla gita fuori porta di carattere culturale.
Destinazione Villa Manin, della quale sono ormai affezionata frequentatrice, per vedere la mostra God and Goods.
Le iniziative di questo centro per l'arte contemporanea non mi hanno mai delusa e comunque hanno sempre saputo miscelare proposte che mi lasciavano perplessa con altre di indubbia qualità e ingegno artistico. maningupta
All'ingresso della bella Villa ci accoglie un grande teschio, opera di Subodh Gupta artista indiano che sembra andare per la maggiore. Il capoccione - come l'ho chiamato io - mi è parso subito una citazione del più noto e "prezioso" teschio in diamanti realizzato dall'altrettanto ricco artista inglese Damien Hirst. A dire la verità, una citazione ribaltata poiché il teschio di Gupta è invece realizzato assemblando cuccume, pentolini, padelline e cazzarole varie; però nuove.
L'opera mi ha subito fatto pensare ai nuovi mercati dell'arte che vanno di pari passo con quelli dell'economia globalizzata la quale molto attinge dai cosiddetti paesi emergenti.
Abbiamo già assistito a spedizioni di grandi talent scout dell'arte occidentali alla volta della Cina e ora tocca all'India. Non metto in dubbio che anche in questi paesi si possano trovare veri talenti ma la motivazione più pressante di tale invasione di arte "orientale" è motivata dal fatto che come tutte le merci in Cina e in India è possibile comprare per quattro soldi per poi rivendere in Occidente a cifre centuplicate. Devo essere sincera che non ho approfondito molto la questione indiana ma ho avuto modo di contattare un'importante curatrice in occasione della mostra
India Oggi e poi la mia frequentazione del sito Saatchi Web gallery mi ha messo in contatto con artisti indiani più di una volta.
gupta

Devo dire che non ne sono di certo rimasta folgorata anzi, a essere sincera mi pare che oggi gli artisti indiani non facciano altro che propinarci manufatti Bollywood kitsch spacciandoli per arte oppure (da bravi uomini d'affari) producono opere marketing oriented studiando quello che è già presente sul mercato occidentale copiandolo o rivisitandolo con un tocco di esotismo.
Praticamente ci danno ciò che loro credono a noi piaccia. Il problema è che molti ci cascano.
Per quanto riguarda God and Goods devo dire che molti sono gli spunti e gli artisti validi presentati ma non c'è dubbio che quelli che più hanno accolto il mio plauso - per quello che vale - sono europei.

postato da: koshka alle ore 04/05/2008 16:58 | link | commenti (2)
categorie: italia, arte, villa manin
domenica, aprile 27

I misteriosi poteri delle alghe rosse

Ieri penultimo giorno utile per visitare la mostra di Maja Bajevic - acclamata artista e performer bosniaca che oggi si divide (poveretta) tra Parigi, Berlino, New York e Venezia.
Il sole splende, il cielo è blu e nonostante il ritorno delle alghe rosse, partiamo alla volta della città lagunare, dove la Bajevic espone presso la Fondazione Bevilacqua La Masa.
Colpevoli di non avere letto bene le
recensioni e io in particolar modo di non essere andata alla vernice alla quale ero stata invitata, ci siamo accorti che per accedere alla mostra bisognava attraversare ovviamente la prima sala nella quale era stata realizzata un'installazione.
blmIl problema era che si trattava di un reticolo di filo spinato, lana e cavi con relativi tiranti sospeso a circa 110 cm. da terra che occupava tutta la superficie del salone d'ingresso, ergo per entrare alla mostra bisognava procedere carponi per tutta la larghezza di tale salone.
Saranno le mie origini romane ma a me qualsiasi cosa ricordi le
Forche Caudine suscita un certo disappunto.
Avrei capito "piegare la testa di fronte a cotanta arte della Bajevic", passare sotto una stecca, chinarsi ma andare carponi proprio no. Aldilà del fatto che avrei potuto farlo, non si può pensare che tutti siano fisicamente in grado di andare carponi per un minuto e forse più. La Bajevic avrà voluto farci provare la sensazione della sua guerra personale (considerando inoltre che ha trascorso gli anni del conflitto nei Balcani a Parigi).blm2 C'è da dire che mi sono mangiata le mani per non essere stata all'inaugurazione, avrei voluto vedere la Vettese e compagnia bella di critici e luminari strisciare a quattro zampe ma dubito che lo abbiano fatto.
Mentre tornavamo pensierosi sui nostri passi però la Laguna ci ha riservato qualche sorpresa: credo di avere avvistato la nota blogger e scrittrice Pulsatilla in zona Campo Santa Margherita, se era lei devo dire che il successo l'ha migliorata.
stivalataSi è aggiunta una nota ridanciana quando abbiamo incrociato una famigliola in abiti da turista accompagnati per le calli da una atoctona che con la temperatura estiva di ieri vagava acconciata come se fosse a un concorso ippico con Sua Maestà Elisabetta II con tanto di stivale da monta e marsina di velluto nero.
Mi sono allora convinta che le alghe rosse emanino effluvi psicotropi.


postato da: koshka alle ore 27/04/2008 17:19 | link | commenti
categorie: arte, domenica
giovedì, aprile 24

 Acchiappagonzi internazionali

Da un po' di tempo non ricevevo proposte da parte di sedicenti gallerie d'arte che altro non sono che affittacamere interessati solo a turlupinare artisti gonzi disposti a sborsare denaro pur di esporre le proprie opere - spesso scadenti.
Dopo tutta una serie di rifiuti e di lettere molto schiette da parte mia, gli acchiappa-polli italiani hanno capito che non è il caso di stuzzicarmi oltremodo: IO non pago per esporre.
Però c'è il mercato internazionale del quale non avevo tenuto conto e ieri ho ricevuto una e-mail dalla londinese Brick Lane Gallery attraverso la mia web page su Saatchi gallery.
Permettetemi un piccola digressione: un artista che paga per esporre o che "rimborsa" al gallerista le spese di promozione è un artista che si illude. Le analogie con l'editoria a pagamento sono molte, in questo caso un tipografo - sedicente editore - si fa pagare la tiratura e poi consegna allo sprovveduto autore un bancale di libri destinati a essere diffusi tra amici e parenti dell'autore stesso o durante cene di beneficenza dove l'unica carità è quella fatta allo "scrittore della Domenica".
Se un autore è valido, l'editore vero e serio investirà concretamente sul suo lavoro.
Tornando all'arte: ognuno deve fare la sua parte; l'artista investe tempo e denaro nella produzione delle proprie opere e il gallerista investe per la promozione dell'artista rivendicando giustamente una percentuale sulle vendite. Questo è. Tutto il resto è illusione.
La Brick Lane Gallery, tramite il suo manager Zhan Gao (mi pareva che mancava l'asiatico scaltro uomo d'affari) dopo aver sciorinato una serie di complimenti sulla validità e bellezza dei miei lavori fa comparire la parola magica: HIRE. In sintesi affittano spazi e servizi se vuoi esporre a Londra.
I prezzi sono "modici": £50 al giorno per pagare la vigilanza, £300 per stampare i flyers e gli inviti, altri £300 per chi allestisce le opere (nel mio caso si tratterebbe semplicemente di appenderle a un chiodo) etc...
Ovviamente ho replicato al rappresentante della Brick Lane Gallery e segnalato a Saatchi Web Gallery che non è il caso di dare spazio agli affittacamere dell'arte.
Dopo questo inizio di giornata non mi rimane che far partire la lavatrice.
postato da: koshka alle ore 24/04/2008 09:08 | link | commenti (2)
categorie: arte
venerdì, aprile 18

La guerra comincia con le spinte...
In dialetto abruzzese questa frase suona in modo più comprensibile agli italiani tutti che non in altri dialetti ma è pronunciata con un'espressione di ineluttabilità che fa allargare le braccia: "La Uerra chemengia co' li spente". Mettetela come volete ma a me la Lega fa paura, il machismo, la camicia verde - ma può essere di un qualsiasi altro colore - i fucili, armiamoci e partite. Il linguaggio bellico boutade o no mi mette addosso una grande angoscia. Il motivo è molto semplice: mi è bastato sentire una volta nella vita, in Moldavia nel 1990, la sirena d'allarme e vedere i fari della contraerea per essere rimasta segnata dal terrore della guerra per quanto solo evocata. Mi è bastato trovarmi una mitraglietta puntata ad altezza del petto durante i movimenti studenteschi della "pantera" a Bologna per rendermi conto di come la tua vita possa finire in una frazione di secondo, magari a causa di un momento di insicurezza o di un gesto sbagliato. Io non capisco da chi si sentano invasi questi "uomini del nord", non sono di certo gli scozzesi di William Wallace (Braveheart) fino a prova contraria è il Nord coi Savoia e alleati tutti che ha invaso il Regno delle due Sicilie. L'Italia è nata con un'occupazione militare e tutto ciò che ne consegue e questa occupazione ha avuto la direzione dal Nord al Sud.
In quanto agli "stranieri" consiglierei solo a Bossi e compagnia di leggersi e rileggersi i libri di Stella a partire da "L'Orda" - sottotitolo - quando gli Albanesi eravamo noi.
Aldilà di qualsiasi rivendicazione più o meno legittima di una migliore e più autonoma gestione delle proprie cose e dei propri soldi non venitemi a dire che nell'"Ideale" leghista non confluiscano poi tutti quei sentimenti di razzismo, intolleranza, violenza e diffidenza nei confronti del diverso che fanno paura.
Lo si vede già dal fatto che nell' Italia dei campanili i Veneti non siano poi molto contenti del successo della Lega invece della Liga poiché la Lega è "lombarda".
La guerra comincia con uno spintone o uno sputo e quando finisce, se finisce, non ci si ricorda neanche più perché é cominciata - chiedetelo ai Serbi, Croati, Bosniaci,...
In realtà ci è andata bene fino ad ora a causa della proverbiale vigliaccheria degli Italiani che "conoscono un solo fegato, quello con le cipolle che fanno a Venezia" (cit. La grande Guerra).

postato da: koshka alle ore 18/04/2008 09:54 | link | commenti
categorie: italia, attualitĂ , lega nord
giovedì, aprile 17

E la vita l'è bela, basta avere un umbrela - diceva una geniale canzone.
Dal secondo dopoguerra in poi ci hanno triturato quella poca materia grigia con la fotocopia di un sogno americano ormai sbiadito anche nella sua terra d'origine.
Il nostro è il paese del televoto che in politica come nell'arte premia chi meglio sa incarnare e propinare il concetto del "basta volerlo".
Non importa se si hanno le qualità, le competenze, il talento per fare o dire qualcosa - basta crederci.
Questo è un paese mediocre che sa meglio riconoscersi nella banalità, nel melodramma, nelle storie strappalacrime o nella vana esaltazione. Dal fatidico milione di baionette siamo passati al milione di posti di lavoro e forse è proprio la sola parola "milione" che esalta gli italiani.

Questo è il paese in cui Tenco si è suicidato e non ditemi che lo ha fatto perché non ci ha creduto abbastanza ed è il paese in cui ci si illude che un "Persichetti" qualunque con tanta voglia di riuscire ce la fa. Qui tutto passa per la televisione, anche la legittimazione del successo. Finché ci diranno di "crederci sempre" nessuno si preoccuperà più di studiare e di applicarsi a qualcosa a meno che non scelga di emigrare.

postato da: koshka alle ore 17/04/2008 09:19 | link | commenti
categorie: italia, televisione, attualitĂ 
martedì, aprile 15

Gli astrologi direbbero che è una questione di quadrature, secondo me è solo questione di ineluttabilità dei destini (frase che ho avuto modo di usare ieri e che è piaciuta tanto a me al mio interlocutore).
Il punto è che nessuno potrà mai salvare gli italiani da se stessi, forse solo un'occupazione di armate svedesi (ma loro sono persone pacifiche) potrebbe farci evolvere - sebbene forzatamente.
Ma che avete capito?
Mi riferivo alla scandalosa esclusione di Silvia Aprile da X- Factor :-)
Il triste episodio della sesta puntata dell'ennesimo talent show altro non è che un'allegoria di come gli italiani pensano e scelgono. Fatte le dovute proporzioni, quello che è successo a Silvia è capitato anche a me nel mondo del lavoro come quella volta che non sono stata riconfermata perché la mia "antagonista" poverina era una ragazza un po' fragile. Morale: "Tu sei una donna in gamba, sei capace, in qualche modo te la caverai fuori di qui. Lei (l'altra) se non la prendiamo avrà un crollo di nervi".
Così si delega sempre al Fuori la responsabilità di farsi carico delle persone capaci per tenersi invece quelli che sono più vicini alla banalità e al senso del pietismo italico.
Poi ci si meraviglia della fuga dei cervelli. E' l'Italia che manda via i suoi cervelli e i suoi talenti per continuare a tenersi la solita "broda", i deboli da coccolare come una madre stracciona.
E allora mandiamo avanti i bei faccini, i piacioni, i pietosi, quelli che ci fanno commuovere, emozionare, i bulli e i mandolini. Ce li meritiamo ma io non li ho votati.

postato da: koshka alle ore 15/04/2008 09:19 | link | commenti
categorie: televisione, attualitĂ 
mercoledì, aprile 09

Passi tutta la tua giovinezza ad allontanarti da casa, a inseguire i tuoi sogni, le tue aspirazioni e così, senza che tu te ne accorga ti ritrovi che hai speso gli anni migliori della tua vita e ancora non hai trovato quello che cercavi e che forse non c'è mai stato.
Senza grandi traumi magari, succede così, all'improvviso che ti rendi conto che gli unici su cui puoi contare sono proprio quelli da cui eri fuggito: la famiglia.
Però il tempo è passato anche per loro, anche loro sono persone - ammetti che non te n'eri mai reso conto. Anche loro hanno avuto sogni, progetti, aspettative deluse ma tu non le avevi mai prese in considerazione perché i tuoi sogni erano più sogni degli altri, perché tu miravi alto, molto alto. Tu credevi di avere un mondo tutto tuo, solo tuo ma poi ti sei accorto che era anche quello dei tuoi fratelli e dei tuoi genitori.
Non pensarci, divertente, divertito un poco amaro come la vita o la rassegnazione a se stessi. Bello.

postato da: koshka alle ore 09/04/2008 12:18 | link | commenti (1)
categorie: cinema
mercoledì, aprile 02

Quando si dice: ma cosa gli mancava?


Angus Fairhust era un artista stimato e con una carriera davanti ancora più promettente di quella alle spalle. Faceva parte della schiera dei YBAs (Young British Artists) per intenderci la generazione di Tracy Emin e del milionario Damien Hirst.
Tante mostre prestigiose, tante collaborazioni stimolanti, tante opere - prevalentemente sculture e installazioni. Il 29 marzo, a 41 anni, bello, famoso, di talento si è impiccato in un bosco delle Highlands scozzesi.

postato da: koshka alle ore 02/04/2008 12:44 | link | commenti (1)
categorie: arte, attualitĂ 
domenica, marzo 30

Cose Così (Rosa antico e Blu cina)

Rosa antico valica specchi precari
indossa sorrisi a commentare il tempo
lasciandolo luccicare di parole blu cina

[portami via dal baratro dei tuoi desideri]

Eccitante il senso che sono i pensieri
in quel tempo d'amianto a togliere fiato
piegati all'odore pungente del mondo

[cerco ancor invano di tenere il respiro]

Venexiana
postato da: Anake alle ore 30/03/2008 14:33 | link | commenti (1)
categorie: poesia
sabato, marzo 29

VUOI ESSERE UNO DEGLI AUTORI DELLA PROSSIMA ANTOLOGIA LAS VEGAS?

Partecipa al nostro gioco, bello bello in modo assurdo.

Las Vegas edizioni (www.lasvegasedizioni.com) ti mette a disposizione il suo scintillante casinò letterario e un gioco completamente gratuito per mostrare il tuo talento.
Il premio? Potrai essere uno degli autori della prossima antologia di Las Vegas!

REQUISITI: possedere un sito o un blog. (Non hai un blog? Quale migliore occasione per aprirne uno!)

ISTRUZIONI: per partecipare alla prima selezione devi:
1) pubblicare questo post (esattamente così com’è) nel tuo
sito o blog. L’originale del post che devi ricopiare è qui [http://lasvegasedizioni.splinder.com/post/16142956/%21%21%21%21%21];
2)
mandare a gioco(at)lasvegasedizioni.com l’indirizzo (l’url, quella cosa che comincia con “http://”) del post di cui sopra, più quello di un altro post – uno solo: quello che più rappresenta il tuo stile e la tua volontà di scrivere – che vuoi sia letto e valutato dall’arcigno croupier. Non inviare nessun altro tipo di materiale. Sul blog di Las Vegas edizioni, www.lasvegasedizioni.splinder.com, saranno indicati, via via, tutti i partecipanti;
3) aspettare nuove istruzioni.

TEMPI: la prima selezione terminerà quando avremo raggiunto materiale a sufficienza (la scadenza verrà annunciata con qualche giorno di preavviso sul blog di Las Vegas). Se avrai giocato le carte giuste, sarai contattato per partecipare alla seconda fase.

PREMI:
il premio finale, al termine delle varie selezioni, è la pubblicazione nella prossima geniale antologia targata Las Vegas.

Signore e signori, fate il vostro gioco!

postato da: koshka alle ore 29/03/2008 10:05 | link | commenti
categorie: letteratura, marketing

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